“ Il prof di Italiano è un ragazzo giovane, si e no sulla quarantina. A dire il vero é del ‘79. Quindi ha circa trantacinque anni, ma comunque. Entró il classe, guardó tutti, sembrava volerci leggere dentro. Come mia solita sfiga, scelse me per parlare per prima, schiuse le labbra e con un tono abbastanza sicuro affermó “Ehi, tu, ragazzina. Sei una che legge? Che scrive? Il tuo libro preferito? Che musica ascolti?” lo guardai stranita per qualche secondo, poi con la mia solita aria piuttosto sfacciata risposi “Beh, ad essere onesta sono una che legge molto, la mia professoressa delle medie pensava fossi depressa. Scrivere? Cosa vuole che le dica, prof. Non sono né Bukowski, né Freud, né Pirandello, scrivo qualcosa ma non sono eccellente. Il mio libro preferito, dice? Beh, la solitudine dei numeri primi, certamente. Che musica ascolto? Beh, passo da Justin Bieber, a Lady Gaga, ai The Pretty Reckless, ai Ramones, i Nirvana, i Pink Floyd, e poi, vabbé, De André, Vasco Brondi e Ligabue.” stupito dall’arroganza delle mie frasi rimase in silenzio per qualche secondo, poco dopo aggiunse “Una ragazza piuttosto confusa, ehm, ma perché ti piace tanto La solitudine dei numeri primi?” lo guardai, come di solito si guarda qualcuno che vorresti vedere morto, e risposi molto educatamente “Prof, lei ha presente quando si ama qualcuno e sareste disposto ad uccidere per questa persona? Bene, quel libro intende l’amore in un altro modo. Lei troppo timida ed insicura per farlo innamorare di sé, lui troppo anaffettivo per riuscire ad amarla. Insomma, prof, io non credo che l’amore sia morire per la persona che si ama, io credo che l’amore sia andare da quella persona e urlargli contro ció che si prova.” Continuava a guardarmi, un po’ con aria stupita, in conclusione aggiunse “Beh, ragazzina ti sottovalutavo, non sei cosí stupida come vuoi lasciar credere.”
“ Si sedette sulla cattedra, ci guardó per qualche momento e poi ci disse “Ragazzi, so che non siete felici, so che il mondo vi fa schifo e che adesso non vorreste neanche essere qui a sentire le parole di un trentacinquenne la cui vita ormai va a gonfie vele. Ma ricordatevi che chi piange prima, ride poi. Io sono un vostro amico, non il rompiballe di italiano, detto questo, sappiate che siete voi che dovete costruire la vostra vita, non deve essere lei a cambiare voi.”
“ Non sono quel tipo di persona di cui tutti si innamorano.

letterescritteemaispedite:

Per l’anonimo che ieri mi ha scritto “non tutti sono come pensi che siano” o una cosa del genere, ho cancellato per sbaglio la domanda. 
Io non faccio di tutta l’erba un fascio, ma tu che idea hai su come penso che siano tutti?

http://cantonotturno.tumblr.com/post/97313329998/meta-dei-problemi-si-sciolgono-via-quando-si

cantonotturno:

metà dei problemi si sciolgono via quando si prende in mano la propria noia. la noia appartiene a tutti, è un giocattolo che ci diverte, che ci seduce con la promessa del proibito. la noia, a ben vedere, è sempre in mano. io non mi annoio più da qualche anno. non mi permetto di cadere nella stasi…

http://cantonotturno.tumblr.com/post/97847387663/la-soluzione-a-quasi-tutti-i-problemi-e

cantonotturno:

la soluzione a quasi tutti i problemi è scomparire. i fantasmi non sono toccati dai rimorsi, dalle invidie, dai giudizi. io ora sono un fantasma. quando il mio umore non oscilla sulla discreta allegria, non percepisco niente perché sono trasparente. non si guarda l’acqua d’un ruscello, ma il suo…

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cantonotturno:

la soluzione a quasi tutti i problemi è scomparire. i fantasmi non sono toccati dai rimorsi, dalle invidie, dai giudizi. io ora sono un fantasma. quando il mio umore non oscilla sulla discreta allegria, non percepisco niente perché sono trasparente. non si guarda l’acqua d’un ruscello, ma il suo…

“ Io e te,
sdraiati su un letto qualunque,
in un posto qualunque
uno sull’altro,
a viziarci.

cantonotturno:

stasera non riesco a capire se voglio scopare o se voglio dormire. credo che essere incapace di capirlo, trovare indistinguibili due desideri così stretti ma distanti, sia un modo per misurare con certezza la mia serenità

“ Quando dirà che non ti ama più
Scrolla le spalle all’indietro
E guardalo negli occhi.
Anche se senti come se dentro ti si stessero rompendo le costole, come le zampette di un ragno.
Quando rivangherà vecchie ferite
Che aveva giurato di perdonarti,
Sorridi.
E chiedigli perché non ti abbia lasciata prima.
Ignora il modo in cui le tue parole facciano male come carta vetrata
Mentre passano dalla gola alla bocca pronunciandole.
Quando ti incolperà per errori che vestono il suo volto,
Non urlare.
Non piangere.
Digli che ci sono ragazzi che sarebbero fieri di dire che ti hanno amata.
Digli che tra due anni non ricorderai nemmeno il suo nome
E non lasciargli vedere il modo in cui assapori la tua stessa bugia.
Quando ti lascerà
Ignora il tuo sangue urlare
E non ti alzare per seguirlo.
Non andare a bloccare la porta.
Non lo fare, non lo fare,
Non lo fare.
Odora il profumo della sua maglietta solo quando la piegherai per restituirgliela indietro.
Giura a te stessa di non uscire con qualcuno quando ti renderai conto che stai solo inseguendo il fantasma del suo sorriso.
Va bene piangere per lui.
Va bene anche perdonarlo.
Ma non tornare indietro da lui.
Perché se non ha saputo come amarti la prima volta,
Non saprà come farlo neanche la prossima.